Rimini, 28 settembre 2026
Anche per il 2026, la Presidenza della Repubblica ha conferito la Medaglia del Presidente della Repubblica a Cento Città contro il Dolore, l’iniziativa internazionale promossa da Fondazione ISAL per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dolore cronico e sull’importanza di garantire alle persone accesso a informazione, ascolto e cure adeguate. Un riconoscimento che ci emoziona e che sentiamo di condividere con tutta la comunità di Fondazione ISAL.
È un riconoscimento importante per un’iniziativa che, anno dopo anno, porta il tema del dolore cronico fuori dagli ambiti esclusivamente sanitari, nelle piazze, nelle città e nei luoghi di incontro, dando voce alle tante persone che convivono quotidianamente con il dolore.
Ma questa medaglia non rappresenta soltanto un riconoscimento a Fondazione ISAL.
È un riconoscimento a una rete.
A tutti i volontari che dedicano tempo ed energie alla nostra missione.
Ai professionisti sanitari che ogni giorno si prendono cura delle persone con dolore.
Alle associazioni e alle istituzioni che collaborano con noi.
Ai sostenitori che rendono possibili le nostre attività.
E soprattutto alle persone con dolore cronico, che con le loro storie ci ricordano ogni giorno quanto sia importante continuare a informare, ricercare e costruire una società più attenta al dolore.
Da oltre trent’anni Fondazione ISAL lavora perché il dolore cronico non venga considerato una condizione con cui semplicemente “imparare a convivere”, ma un problema di salute che merita ricerca, conoscenza, ascolto e cura.
Ricevere nuovamente la Medaglia del Presidente della Repubblica ci dà ancora più energia per proseguire questo cammino.
Il 3 ottobre saremo ancora una volta insieme, per accendere i riflettori sul dolore cronico e ricordare che nessuno dovrebbe essere lasciato solo davanti al dolore.
Grazie alla Presidenza della Repubblica per questo importante riconoscimento e grazie a tutte le persone che continuano a camminare insieme a noi.
Cento Città contro il Dolore. Perché il dolore riguarda tutti. E nessuno deve affrontarlo da solo.
