Giovedì 15 marzo al Grand Hotel, appuntamento con il direttore scientifico del National Institute on Drug Abuse per l’incontro promosso dalla Fondazione ISAL per la ricerca sul dolore. Gli ultimi risultati della sperimentazione sull’optogenetica e le possibili applicazioni per…
Donata un’apparecchiatura per la stimolazione magnetica transcranica grazie a una raccolta fondi dell’Associazione territoriale Amici di ISAL di Rimini. Presto al via un nuovo progetto di ricerca sperimentale per il dolore cronico fino a oggi non curabile.
La meditazione profonda può aiutare a gestire stress e dolore cronico e a ridurre il rischio di ricadute da depressione. È il risultato a cui sono arrivati gli scienziati statunitensi del dipartimento di Family Medicine della Brown University di Providence. Secondo lo studio, pubblicato su Frontiers in human neuroscience, sembra infatti che la “mindfulness” (letteralmente, “consapevolezza”), ovvero un maggior controllo della propria sfera fisica e mentale, possa influire sui processi cognitivi che sottostanno al dolore.
L’ambiente, i colori, persino un bel paesaggio possono avere un impatto positivo sulla salute, sul benessere e anche su patologie complesse come il mal di testa cronico. Lo ha dimostrato uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Bari diretti da Marina De Tommaso, recentemente pubblicato da Pain Research & Treatment, secondo cui l’esposizione a un paesaggio virtuale rilassante può portare sollievo nel mal di testa.
Mal di schiena, mal di testa, artrosi, dolore oncologico, sindrome dell’”arto fantasma”. Questi sono solo alcuni esempi di dolore cronico che colpisce più di 12 milioni di italiani, il 20% della popolazione attiva, con inevitabili conseguenze per la qualità…
Mettere in rete buone pratiche e competenze per offrire, da Piacenza a Rimini, trattamenti uniformi a garanzia delle persone con dolore cronico. È questo l’obiettivo del primo incontro del gruppo di lavoro Federdolore-Sicd della Regione Emilia-Romagna che si svolge sabato 9 febbraio a Modena. “È un obiettivo ambizioso, ma possiamo farcela” dice la dottoressa Cristina Mastronicola, terapista del dolore degli ospedali modenesi di Castelfranco Emilia e Baggiovara e coordinatrice regionale di Federdolore-Sicd.
Milioni di persone in tutta Europa, circa un adulto su cinque, soffrono di dolore cronico, con inevitabili conseguenze sulla qualità della vita, ma anche sul lavoro, sul reddito e sull’economia delle nazioni. A lanciare l’allarme è l’indagine “The painful truth. State of pain management in Europe”, realizzata da alcune organizzazioni internazionali impegnate nella lotta al dolore come l’inglese Action on Pain, la spagnola Efhre Sine Dolore e la tedesca Deutsche Schmerzliga.
In undici anni ha subito cinque interventi chirurgici e sette per terapie analgesiche, si è rivolto a medici e specialisti della sua città e di altre regioni, senza però ottenere alcun miglioramento. Il dolore alla schiena è rimasto, anzi, è peggiorato, estendendosi alla gamba. È questa la storia di Luca Leone, 27enne dell’astigiano. Il suo calvario di sofferenza (anche emotiva) e di rinunce (professionali e personali) è iniziato con un incidente stradale e non si è ancora concluso, nonostante i circa 30mila euro spesi per visite e trattamenti.
Preparare medici e chirurghi, ma anche fisioterapisti, infermieri, psicologi, biologici e farmacisti, alla cura del dolore. È questa la mission dell’Istituto di ricerca e formazione in scienze algologiche ISAL, che dal 1993, primo in Italia e in Europa, ha formato circa 450 professionisti alla pratica della terapia del dolore. L’Istituto, presieduto dal professor William Raffaeli, vede la partecipazione in qualità di docenti dei principali esperti italiani di terapia del dolore, provenienti da numerose realtà ospedaliere e universitarie.
Migliorare la qualità della vita delle persone affette da dolore cronico di qualsiasi origine esso sia. È questo l’obiettivo della “Rete regionale per la terapia del dolore”, le cui linee di indirizzo sono state recentemente approvate dalla giunta della Regione Umbria su iniziativa dell’assessorato alla Sanità.
