Cento Città contro il Dolore

save the date cento città 2026

Si avvicina la XVIII edizione di “Cento Città contro il dolore” e stiamo scaldando i motori!

Quest’anno “Cento Città contro il dolore” si svolgerà sabato 3 ottobre, ma sarà possibile realizzare iniziative anche nelle settimane successive.

Il tema di questa edizione è: Cosa resta del Dolore? Riflessioni sui percorsi della ricerca e della cura.

“Cosa resta del dolore” è il titolo provocatorio scelto per l’edizione 2026 della Giornata, con l’obiettivo di sollecitare una riflessione da parte delle Istituzioni Sanitarie su quanto sia ancora tortuoso il percorso dei cittadini affetti da malattie dolorose croniche e su quanto sia necessario investire nella ricerca per fornire risposte a queste patologie complesse.

Nonostante nel nostro Paese il diritto alla cura sia garantito da una legge che ha permesso la realizzazione di una rete specifica di assistenza ospedaliera (progressivamente implementata negli anni con decreti attuativi) e l’inclusione delle patologie dolorose croniche nei Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio Sanitario Nazionale che garantiscono a tutti i cittadini l’accesso alle cure per alleviare le sofferenze nelle reti di cure palliative, hospice, assistenza domiciliare e terapia antalgica specialistica, ancora oggi troppo spesso, per non dire abitualmente, le persone che ne soffrono restano consegnate alla solitudine e affidate al “fai da te”. Le indicazioni verso percorsi specialistici risultano infatti frammentarie e casuali, soprattutto quando sarebbe fondamentale garantire continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Una realtà perfetta sulla carta, ma troppo spesso disattesa nella pratica quotidiana.

La Fondazione ISAL ha analizzato questa condizione anche attraverso il numero verde, al quale si rivolgono cittadini che convivono da anni con il dolore senza aver ricevuto indicazioni dai medici a cui si sono rivolti per accedere ai centri di terapia del dolore. La stessa indagine condotta con l’Istituto Superiore di Sanità evidenzia una condizione diffusa di sofferenza: milioni di persone, dopo anni di malattia, non hanno ancora ricevuto una diagnosi o convivono con dolori non trattati adeguatamente. Ancora oggi, molti pazienti vengono dimessi da Strutture Sanitarie sia pubbliche che private con una condizione di dolore persistente, sia oncologico sia non oncologico, spesso di origine post-chirurgica o traumatica, senza essere avviati a un percorso di presa in carico presso i centri specialistici della rete ospedaliera nazionale, né informati sulla possibilità di richiedere una consulenza specialistica in caso di persistenza del dolore. Esiste inoltre una vasta popolazione affetta da malattie dolorose croniche che, pur seguita in ambiti specialistici, non trova soluzioni efficaci, anche a causa della carenza di programmi di ricerca dedicati. Da anni si segnala come, nonostante l’esistenza di una legge e di un inquadramento accademico, il dolore cronico resti un “fantasma” non rappresentato nei bandi di ricerca, sia nazionali (Ministero dell’Università e della Ricerca) sia europei. In assenza di progetti dedicati, è difficile sviluppare una ricerca autonoma capace di produrre nuove conoscenze sull’indagine dei tanti temi di rilievo quali l’analisi dei fattori di rischio, la definizione dei modelli di prevenzione, l’individuazione degli strumenti per una diagnosi di precisione e la sperimentazione delle terapie innovative, con l’obiettivo di offrire una reale possibilità di guarigione ai milioni di persone che oggi restano senza cure adeguate.

«Con questa Giornata, la Fondazione ISAL vuole portare al centro del dibattito pubblico la carenza di attenzione nei percorsi assistenziali quotidiani e il vuoto nei programmi di ricerca», afferma William Raffaeli, Presidente della Fondazione ISAL. «La cura del dolore cronico è una sfida che non può essere affrontata nella solitudine dei medici: servono aree di ricerca dedicate, maggiore innovazione terapeutica e una rete assistenziale più coesa per rendere la cura del dolore un bene collettivo».

Il dolore cronico è una malattia che genera profonde disuguaglianze sociali. La Giornata del 3 ottobre nasce proprio per stimolare una riflessione su queste criticità, su queste aree di inappropriatezza assistenziale e assenza di programmi dedicati ad un vero impegno per la ricerca e per promuovere un modello di cura basato sulle conoscenze più avanzate e sull’ascolto dei bisogni delle persone colpite. Resta fondamentale il riferimento alla Legge 38/2010, che garantisce in Italia il diritto all’accesso alla terapia del dolore: una conquista di civiltà che deve essere applicata in modo uniforme e resa realmente accessibile a tutti i cittadini.

La missione è chiara: dare voce a chi soffre, offrire strumenti concreti di cura e affermare il diritto a una vita libera dal dolore come diritto fondamentale della persona.

Parteciperanno alla Giornata i volontari dell’Associazione Amici della Fondazione ISAL ets presenti nelle varie sedi regionali assieme alle tantissime Associazioni di pazienti che si dedicano a malattie caratterizzate dal dolore cronico e numerosi Istituti Sanitari di Ricerca e Ospedali sia in Italia che all’estero. A titolo esemplificativo, è possibile consultare l’elenco completo delle adesioni alla XVII edizione della Giornata a questo link: Elenco adesioni Rev 03.10.2025

Potete consultare il report 2025 per conoscere l’impatto della manifestazione e le realtà che vi hanno già aderito.

Che cos’è “Cento Città contro il Dolore”

Ogni giorno più di 200 milioni di persone nel mondo occidentale soffrono a causa del dolore cronico. Nevralgie, endometriosi, vulvodinia, fibromialgia, esiti da trauma, emicrania, herpes zoster, neuropatia diabetica, sono solo alcuni nomi di patologie che causano un dolore quotidiano e persistente. Secondo gli ultimi dati del rapporto ISTISAN “Dolore cronico in Italia e suoi correlati psicosociali”, frutto della collaborazione tra Istituto Superiore di Sanità, ISTAT e Fondazione ISAL, la prevalenza del dolore cronico in Italia è del 24.1%: ciò significa che oltre 10 milioni di italiani sono affetti da dolore cronico. Dal rapporto ISTISAN sappiamo anche che all’aumentare del dolore peggiora la disabilità e la partecipazione sociale, e aumentano le difficoltà lavorative nonché i disturbi legati ad ansia e depressione. Questi dati evidenziano come il dolore cronico sia un vero dramma sociale, un’epidemia di sofferenza con un forte impatto sulla qualità di vita delle persone che ne sono colpite, dei loro famigliari ma anche dei sistemi sanitari nazionali, un’emergenza che obbliga dunque la Società Civile a misurarsi con la necessità di costruire procedure innovative di trattamento, cura e prevenzione del dolore.

Per questa ragione dal 2009, con il patrocinio delle maggiori istituzioni nazionali e internazionali, ISAL organizza annualmente la Giornata Cento Città contro il Dolore, un evento pensato per favorire la sensibilizzazione delle Istituzioni e della Società Civile nei confronti del problema del dolore cronico e per dare voce ai bisogni delle persone colpite da dolore cronico.

La Giornata Cento Città contro il Dolore vuole:

  • Sensibilizzare e informare la popolazione sulla prevenzione e sulla cura del dolore cronico;
  • Sollecitare i media a dare il loro contributo nella battaglia contro il dolore;
  • Sostenere l’applicazione su scala nazionale della legge 38/10, legge che garantisce il diritto di accesso ai centri specializzati per la cura del dolore;
  • Sviluppare una rete di solidarietà, scientifica e sociale, che metta in collegamento i medici che si occupano di terapia del dolore cronico e i cittadini che ne soffrono;
  • Dare un supporto a chi soffre per mezzo di una consulenza medico specialistica gratuita;
  • Far riconoscere il dolore cronico come malattia da prevenire e curare.

Con la collaborazione di medici specialisti e di volontari, durante la Giornata vengono svolte consulenze mediche gratuite per dare informazioni sul dolore e su quelle che sono le possibilità di trattamento e di cura. Oltre alle piazze Cento Città contro il Dolore coinvolge strutture sanitarie nazionali ed estere all’interno delle quali, durante tutta la settimana che precede la Giornata, viene svolta una campagna informativa con la presenza di banchetti, stand e attraverso l’organizzazione di eventi, convegni, incontri aperti con l’utenza, open-day e visite gratuite presso gli ambulatori di terapia del dolore. Dal 2009 a oggi il numero delle realtà che partecipano a Cento Città contro il Dolore è enormemente cresciuto creando, nei fatti, una rete di solidarietà e di alleanza che testimonia la volontà e la necessità di far fronte alla problematica del dolore.

Come aderire all’edizione 2026 di Cento Città

Scarica qui il Modulo di partecipazione Cento Città contro il Dolore 2026 per aderire alla giornata; compilalo, salvalo e invialo a: giornatamondiale@fondazioneisal.it (Claudia),

Cento Città contro il Dolore si svolge anche online con la campagna #Zeropain: fino ad ora migliaia di persone hanno scelto di “metterci la faccia” per dire “No!” al dolore cronico postando e condividendo selfie di testimonianza. Per partecipare basta fotografarsi tenendo in mano il Cartello ufficiale #Zeropain26, oppure un qualsiasi foglio con la scritta “Io sono contro il dolore”. La foto può essere scattata in un parco, in mezzo a una piazza, a lavoro, mentre si è da soli o in compagnia, seguendo la propria fantasia. L’importante è che ogni selfie venga poi pubblicato sul proprio profilo Facebook (taggando la pagina della Fondazione ISAL) oppure su Instagram, utilizzando l’hashtag #Zeropain26

Tutte le donazioni fatte durante la Giornata sono destinate a finanziare i progetti di ricerca sul dolore cronico e la terapia del dolore promossi dalla Fondazione ISAL.

Di seguito alcune testimonianze dei partecipanti a Cento città contro il dolore!

Fabio De Luigi testimonial ISAL per la campagna Cento Città contro il dolore 2020

Tiziano Jannacci e Cecilia Gayle per Cento Città Contro il Dolore 2022