Pazienti, medici e farmacisti uniti contro le cefalee, che colpiscono sei milioni di italiani (il 2-3% in forma cronica) con un impatto economico di 3,5 miliardi di euro. È nato l’Italian Migraine Project, un’alleanza contro le cefalee che vede coinvolti associazioni di pazienti, società medico-scientifiche come Federdolore (di cui ISAL è socia fondatrice) e Federfarma e che ha realizzato il primo Social Manifesto.
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“La nostra mission? Diffondere la cultura della terapia del dolore tra la popolazione e tra la classe medica”. A parlare è il dottor Vincenzo Palmieri, presidente dell’
Il presidente della Fondazione ISAL, il professor
Tre giornate di formazione per diffondere conoscenza, strumenti e metodi della terapia del dolore. Dal 12 aprile si terrà a Ferrara il primo corso in scienze algologiche: a organizzarlo l’Istituto ISAL insieme al dottore Daniele Barillari, dirigente sanitario presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Arcispedale Sant’Anna, che ne curerà la segreteria scientifica e la direzione: “A Ferrara la terapia del dolore ha bisogno di crescere – dice Barillari –. C’è tanto da fare affinché i medici del territorio possano rispondere ai bisogni di cura dei pazienti”.
Informare i cittadini che curare il dolore cronico si può, indirizzarli verso gli specialisti e i centri più vicini, ma anche raccogliere fondi per la ricerca scientifica e sensibilizzare politica e istituzioni sanitarie a dare una risposta ai bisogni di cura: sono questi gli obiettivi della
Non solo artrosi: anche l’insonnia e il sonno agitato possono causare dolore muscolare diffuso. A questo risultato è giunto uno studio della
Esiste una forte correlazione tra disturbi psichiatrici durante l’adolescenza e dolore cronico, specialmente tra le ragazze. È quanto emerso da uno studio condotto dalla
Israele ha avviato una campagna per facilitare l’uso della cannabis terapeutica, snellendo le procedure burocratiche. Lo scrive l’agenzia spagnola Efe in un
Su circa tre milioni di accessi annui ai Pronto soccorso italiani, gli analgesici sono usati solo in pochissimi casi: il paziente è trattato secondo le procedure richieste dalla sua patologia o dalla lesione, ma senza una cura specifica per il dolore. È questo il risultato di un’indagine della Società italiana di medicina dell’emergenza e urgenza (
La meditazione può ridurre non soltanto il dolore, ma anche l’uso e l’abuso di farmaci oppiacei tra le persone che ne soffrono in forma cronica. A dirlo è una sperimentazione dell’