Secondo una ricerca presentata all’ultimo meeting dell’American Academy of Neurology che si è da poco chiuso a Philadelphia,la percezione del dolore potrebbe dipendere da quattro geni. “Il nostro studio è molto importante perché fornisce un modo oggettivo per capire il dolore e il motivo per cui individui diversi hanno diversi livelli di tolleranza del dolore” spiega l’autore dello studio, Tobore Onojjighofia di Proove Biosciences, una società statunitense che si occupa di medicina personalizzata.
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È stato effettuato all’ospedale Santa Chiara di Pisa, nell’
In Italia una persona su quattro soffre di dolore cronico. Spesso non riesce ad avere accesso alla cure. È così condannato a un’inutile sofferenza, che potrebbe essere evitata attraverso una maggiore informazione ai cittadini e grazie anche a maggiori competenze nei professionisti della salute. Da questi presupposti è nato il nuovo progetto di collaborazione tra la Fondazione ISAL e l’
La farmacologia clinica, i modelli gestionali e la ricerca sul dolore oppure l’uso delle procedure diagnostiche e delle tecniche neurolesive in algologia: sono due i seminari organizzati venerdì 16 e sabato 17 maggio a Rimini dall’
Studiare il dolore cronico, “adottando” ricercatori e formando giovani specialisti. Anche quest’anno la Fondazione ISAL ha deciso di destinare le risorse raccolte attraverso il cinque per mille alla ricerca scientifica sul dolore cronico. L’obiettivo? Definire terapie e trattamenti per quelle patologie che ancora non ne hanno, creando un network di scienziati che sappiano dare risposte a chi soffre.
Terapie innovative, formazione della classe medica, informazione verso i cittadini, solidarietà: ci vuole tutto questo per garantire il diritto alla salute, in assoluto e soprattutto per le persone affette da dolore cronico, troppo spesso abbandonate alla sofferenza. Lo sa bene il dottor Alfonso Papa, presidente dell’associazione ISAL di Napoli e direttore dell’Unità operativa di terapia antalgica dell’
Informare che il dolore cronico può essere curato e che c’è una legge che garantisce l’accesso alle terapie: è questo il contenuto del progetto di collaborazione tra la Fondazione ISAL e l’
Michele Zambelli
Si svolge sabato 12 aprile la prima delle tre giornate del corso in scienze algologiche organizzato a Ferrata dall’Istituto ISAL insieme al dottore Daniele Barillari, dirigente sanitario presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Arcispedale Sant’Anna, che ne cura la segreteria scientifica. L’obiettivo? Diffondere conoscenza, strumenti e metodi della terapia del dolore tra i medici di medicina generale e i non specialisti.