Lo zebrafish come modello per gli studi sulla nocicezione. È questo il titolo dell’articolo scientifico presentato dalla Fondazione ISAL insieme allo Sbarro Institute di Philadelphia alla prestigiosa rivista statunitense Journal of Cellular Physiology.
“È obbligo di tutti gli operatori sanitari considerare, valutare, trattare il dolore cronico e riportare i risultati nelle cartelle cliniche dei pazienti ricoverati. Questo diventa particolarmente inportante quando si tratta di dolore oncologico”. È questo l’“attacco” dell’articolo che apre la pagina che il mensile Più sani più belli diretto da Rosanna Lambertucci, in questi giorni in edicola, dedica al dolore cronico.
È dedicato all’uso delle procedure diagnostiche e delle tecniche neurolesive in algologia il secondo seminario del primo anno della scuola di formazione ISAL, in programma giovedì 6 e venerdì 7 giugno a Rimini presso la sede della Fondazione ISAL (via san Salvado 204, Torre Pedrera).
Alice e Roberta. Antonella e Domenico. Silvio. Domenico e Augusto. Sono i nomi di alcuni dei testimonial della campagna di sensibilizzazione lanciata dall’associazione territoriale ISAL della Valle Peligna, nell’aquilano: professionisti affermati, imprenditori della zona, artisti che hanno accettato di prestare gratuitamente i loro volti per aiutare ISAL a raccogliere fondi per la ricerca e la cura del dolore cronico attraverso il 5 per mille e per diffondere il messaggio che “non soffrire è un diritto di tutti, il tuo aiuto fa tornare il sorriso”.
Aiuta a curare il dolore e da tre mesi potrebbe essere venduta nelle farmacie, ma i medici che la prescrivono sono pochissimi e pochissimi, quindi, i pazienti che la usano legalmente: l’articolo di Antonio Castaldo pubblicato su “Donna Moderna” del 15 maggio 2013.
Un “recommendation paper” per la creazione di un sistema europeo di indicatori per la gestione del dolore cronico e una proposta d’azione per favorire il reinserimento sul lavoro dei pazienti. Sono i documenti nati dai due focus group della Societal Impact of Pain (Sip), la convention annuale che il 14 e 15 maggio ha riunito a Bruxelles da tutti i Paesi dell’Unione europea 185 associazioni di pazienti e società scientifiche che si occupano di dolore. Presente anche la Fondazione ISAL, con il professor William Raffaeli che ha coordinato i lavori del gruppo sugli indicatori di qualità.
Si tiene venerdì 31 maggio dalle ore 8.30 alle 18 e sabato 1 giugno dalle ore 8.30 alle 14, nel complesso monumentale San Francesco della Scarpa di Lecce, il secondo congresso Sura & Pt (Salento Update Regional Anesthesia & Pain Therapy), organizzato dall’Unità operativa di Anestesia, rianimazione e terapia del dolore dell’ospedale “San Giuseppe da Copertino” di Copertino (Lecce).
Usato già settemila anni fa come conservante per il cibo, il peperoncino ha riconosciute proprietà benefiche sull’organismo umano: aiuta la digestione, ha una funzione dimagrante (dal momento che accentua il consumo di calorie), è utile per la cura di raffreddori, bronchite e sinusite. Non solo, ha anche proprietà antibiotiche, antibatteriche, antiossidanti, vasodilatatrici e anticolesterolo e – grazie alla capsaicina, il composto chimico responsabile del grado di “piccantezza” – aiuta anche nel trattamento del dolore attraverso massaggi con lozioni a base di alcool.
Portare avanti il messaggio che curare il dolore si può. È l’impegno di Adelina Facci Tosatti, presidente di Nad – No al dolore, associazione nata a Borgo Val di Taro, nel parmense, il 20 maggio 2012 grazie all’azione congiunta di medici, familiari di pazienti e pazienti stessi, con l’obiettivo di divulgare la cultura della dignità di vivere e di poter morire senza dolore.
“Più o meno la metà delle regioni italiane”. Così ha risposto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a margine della presentazione della dodicesima edizione della Giornata nazionale del sollievo, a chi le ha chiesto quante fossero le strutture italiane che non rispettano la legge 38/2010, che garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
