Usato già settemila anni fa come conservante per il cibo, il peperoncino ha riconosciute proprietà benefiche sull’organismo umano: aiuta la digestione, ha una funzione dimagrante (dal momento che accentua il consumo di calorie), è utile per la cura di raffreddori, bronchite e sinusite. Non solo, ha anche proprietà antibiotiche, antibatteriche, antiossidanti, vasodilatatrici e anticolesterolo e – grazie alla capsaicina, il composto chimico responsabile del grado di “piccantezza” – aiuta anche nel trattamento del dolore attraverso massaggi con lozioni a base di alcool.
Portare avanti il messaggio che curare il dolore si può. È l’impegno di Adelina Facci Tosatti, presidente di Nad – No al dolore, associazione nata a Borgo Val di Taro, nel parmense, il 20 maggio 2012 grazie all’azione congiunta di medici, familiari di pazienti e pazienti stessi, con l’obiettivo di divulgare la cultura della dignità di vivere e di poter morire senza dolore.
“Più o meno la metà delle regioni italiane”. Così ha risposto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a margine della presentazione della dodicesima edizione della Giornata nazionale del sollievo, a chi le ha chiesto quante fossero le strutture italiane che non rispettano la legge 38/2010, che garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
È un nemico insidioso, capace di incidere pesantemente sulla qualità della vita e che richiede terapie mirate, spesso segnate da fastidiosi effetti collaterali. Ma contro il dolore post-erpetico (il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio) – una forma di dolore neuropatico localizzato – ora arriva anche in Italia una nuova soluzione terapeutica, semplice, diretta, di grande efficacia e priva di controindicazioni.
L’Associazione “Amici di ISAL”, sezione di Benevento, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera “G. Rummo” e federDolore, il 6 e 7 Giugno 2013 organizza il corso teorico-pratico “Terapia analgesica infiltrativa di ginocchio, spalla e a anca”. Il corso è accreditato ECM n. 54-62598 per un massimo di 7 medici (15,5 crediti).
C’è anche la Fondazione ISAL tra le 182 associazioni e società scientifiche nazionali e internazionali che si occupano di dolore, protagoniste del quarto simposio internazionale della Societal impact of pain (Sip), in programma il 14 e il 15 maggio a Bruxelles presso le sedi del Comitato economico e sociale europeo e del Parlamento europeo.
Dalla riviera all’entroterra, a maggio sono diversi gli appuntamenti organizzati in Romagna dall’associazione territoriale ISAL di Rimini per sensibilizzare la cittadinanza sul tema del dolore e raccogliere fondi per la ricerca.
Gigi Ghirotti era un giornalista. Malato di tumore, grazie ai suoi articoli fece conoscere agli italiani cosa accade a chi si trova, come egli stesso fece fino in fondo, a percorrere il tunnel della malattia e della ospedalizzazione. Quest’anno ricorrono 40 anni dalla sua prima inchiesta televisiva e da un serie di articoli pubblicati su “La Stampa”: per celebrare questa ricorrenza, la Fondazione nazionale Gigi Ghirotti organizza l’8 maggio “Viaggio nel cuore della malattia quarant’anni dopo”, una giornata di confronto per capire se e quanto sia migliorato da allora il percorso di cura e assistenza ai malati e alle loro famiglie.
“Lo chef non può essere una star mediatica, deve essere una persona radicata nel territorio e con i piedi ben per terra, perché non si possono perdere di vista le cose importanti”. È questa convinzione che ha portato l’associazione Cuochi Forlì Cesena a sottoscrivere il protocollo Cento città contro il dolore con l’associazione ISAL. La firma presso la sede dell’ISAL alla presenza del presidente William Raffaeli.
Un nuovo studio realizzato dai ricercatori statunitensi del Columbia interventional pain center e del Bluetail medical group suggerisce che il trapianto bio-cellulare, sempre più utilizzato dai chirurghi per riparare i tessuti danneggiati, potrebbe essere usato anche per trattare il mal di schiena. Tuttavia, non tutti i pazienti che vi si sono sottoposti non hanno risposto allo stesso modo.
