Ricerca sul dolore cronico

Un nuovo percorso immunitario per spiegare perché il dolore cronico dura più a lungo nelle donne

Rimini, 23 febbraio 2026

Una ricerca appena pubblicata sulla rivista Science Immunology ha identificato un meccanismo immunitario che potrebbe spiegare biologicamente perché il dolore cronico tende a durare più a lungo nelle donne rispetto agli uomini. Questa scoperta non riguarda solo la percezione soggettiva del dolore, ma descrive un vero e proprio percorso immuno-neuronale che promuove la risoluzione della sofferenza dolorifica.

I principali risultati dello studio

Il team di ricercatori ha scoperto che:

  • Un sottogruppo di monociti periferici produce interleuchina-10 (IL-10), una citochina con forti proprietà antinfiammatorie che agisce direttamente sui neuroni sensoriali per “spegnere” il segnale del dolore.

  • Nei modelli sperimentali e nei pazienti umani, gli uomini mostrano un’attività maggiore di questi monociti IL-10-positivi rispetto alle donne, favorendo così una risoluzione del dolore più rapida.

  • L’attività di questi monociti è regolata da ormoni sessuali maschili (come il testosterone), suggerendo che parte delle differenze di genere nella durata del dolore ha una base biologica immunoregolatoria reale — e non è semplicemente una questione soggettiva o psicologica.

Negli ultimi anni, la ricerca sta aggiungendo tasselli sempre più solidi per comprendere le ragioni biologiche della maggiore persistenza del dolore nelle donne. Questo studio contribuisce in modo significativo a chiarire come le differenze immunitarie, influenzate anche da fattori ormonali, possano incidere sulla durata del dolore, offrendo una spiegazione biologica concreta a un dato clinico osservato da tempo e spesso, purtroppo, inquadrato come derivato di fragilità emotive.

Anche il gruppo di ricerca di Fondazione ISAL sta studiando il ruolo del sistema immunitario nel dolore cronico e negli ultimi anni ha identificato e proposto il Mu-Lympho-Marker, ovvero la percentuale di linfociti B che esprimono recettori μ-oppioidi (Mu opioid receptor), come potenziale biomarker oggettivo del dolore cronico in condizioni come fibromialgia e osteoartrosi.

Le evidenze scientifiche sono sempre più concordi nel riconoscere un ruolo centrale del sistema immunitario nei meccanismi di mantenimento e modulazione del dolore cronico. In questo contesto, l’identificazione di biomarcatori immunitari rappresenta una prospettiva promettente per rendere il dolore sempre più misurabile, comprensibile e trattabile in modo personalizzato.