Una panoramica aggiornata sulle tecniche di anestesia loco-regionale e di gestione del dolore, con il contributo di alcuni tra i più competenti esperti italiani in materia, tra cui il professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL. Venerdì 6 e sabato 7 giugno si svolge al Castello di Copertino, in provincia di Lecce, il terzo congresso Sura & Pt (Salento update regional anesthesia & pain therapy).
Cresce il consumo di farmaci oppioidi per la terapia del dolore nel sud Europa, ma l’Italia continua a essere indietro. A evidenziarlo, durante il World Medicine Park che si è da poco chiuso a Minorca, due aziende farmaceutiche fra le più importanti del settore, Grünenthal e Mundipharma, rappresentate – in una tavola rotonda sulle attuali prescrizioni farmacologiche – dai due regional manager per il Sud Europa: Thilo Stadler, che ha illustrato i dati di mercato relativi all’Europa, e Marco Filippini, che ha presentato quelli relativi all’Italia.
La Fondazione Isal partecipa al World Medicine Park di Minorca, che dal 7 all’11 maggio porta sull’isola delle Baleari oltre 1.500 professionisti della salute provenienti da tutto il mondo. Un “global healthcare campus”, dove il tema della terapia del dolore (e non solo) è affrontato in modo multidisciplinare.
Secondo una ricerca presentata all’ultimo meeting dell’American Academy of Neurology che si è da poco chiuso a Philadelphia,la percezione del dolore potrebbe dipendere da quattro geni. “Il nostro studio è molto importante perché fornisce un modo oggettivo per capire il dolore e il motivo per cui individui diversi hanno diversi livelli di tolleranza del dolore” spiega l’autore dello studio, Tobore Onojjighofia di Proove Biosciences, una società statunitense che si occupa di medicina personalizzata.
È stato effettuato all’ospedale Santa Chiara di Pisa, nell’Unità operativa di Terapia del dolore diretta da Paolo Poli, il primo impianto in Italia di un microstimolatore sotto cutaneo per il controllo del dolore cronico nei pazienti che non rispondono ad alcun farmaco e ad alcuna terapia.
In Italia una persona su quattro soffre di dolore cronico. Spesso non riesce ad avere accesso alla cure. È così condannato a un’inutile sofferenza, che potrebbe essere evitata attraverso una maggiore informazione ai cittadini e grazie anche a maggiori competenze nei professionisti della salute. Da questi presupposti è nato il nuovo progetto di collaborazione tra la Fondazione ISAL e l’Alaska Sas di Sulmona, leader nella produzione di shopper e contenitori di materiale plastico.
La farmacologia clinica, i modelli gestionali e la ricerca sul dolore oppure l’uso delle procedure diagnostiche e delle tecniche neurolesive in algologia: sono due i seminari organizzati venerdì 16 e sabato 17 maggio a Rimini dall’Istituto di ricerca e formazione in scienze algologiche ISAL.
Studiare il dolore cronico, “adottando” ricercatori e formando giovani specialisti. Anche quest’anno la Fondazione ISAL ha deciso di destinare le risorse raccolte attraverso il cinque per mille alla ricerca scientifica sul dolore cronico. L’obiettivo? Definire terapie e trattamenti per quelle patologie che ancora non ne hanno, creando un network di scienziati che sappiano dare risposte a chi soffre.
Terapie innovative, formazione della classe medica, informazione verso i cittadini, solidarietà: ci vuole tutto questo per garantire il diritto alla salute, in assoluto e soprattutto per le persone affette da dolore cronico, troppo spesso abbandonate alla sofferenza. Lo sa bene il dottor Alfonso Papa, presidente dell’associazione ISAL di Napoli e direttore dell’Unità operativa di terapia antalgica dell’ospedale Monaldi: una struttura all’avanguardia, che fa di Napoli un polo di eccellenza per la cura del dolore. “Abbiamo pazienti dal sud Italia, dalla Calabria, dalla Basilicata – spiega –, ma ancora di più dal nord e dal Lazio in particolare”.
Informare che il dolore cronico può essere curato e che c’è una legge che garantisce l’accesso alle terapie: è questo il contenuto del progetto di collaborazione tra la Fondazione ISAL e l’Alaska Sas, leader nella produzione di shopper e contenitori di materiale plastico. Grazie alla disponibilità generosa e gratuita dell’azienda, sulle scatole di confezionamento verranno riportati messaggi a sostegno della Fondazione ISAL con inviti alla donazione del cinque per mille e, soprattutto, con informazioni utili per chi soffre. Una per tutte: l’esistenza del numero verde 800 101288, a cui è possibile rivolgersi per avere da medici specialisti in terapia del dolore i consigli per affrontare nel modo migliore il dolore.
