Il dolore cronico in Italia: prevalenza e correlati psicosociali. I risultati dell’indagine ISS-ISTAT-ISAL
La collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è nata dall’incontro con le dottoresse Maria Antonietta Stazi e Virgilia Toccaceli del Centro per le scienze comportamentali e la salute mentale dell’ISS. Nel Centro si sviluppano ricerche biomediche ed epidemiologiche nonché attività rivolte alla prevenzione e sensibilizzazione nel settore della salute mentale in relazione all’instaurarsi di patologie con un forte impatto sul benessere psicofisico – sia a livello individuale che della collettività – tra cui il dolore cronico. La collaborazione con Fondazione ISAL è cresciuta in modo fertile e, fino ad oggi, si è strutturata su due livelli paralleli: uno di tipo prettamente epidemiologico, l’altro più vicino alle scienze sociali e alla ricerca-intervento, spesso mediante l’approccio della “citizen science”, teso ad avvicinare i bisogni dei cittadini con dolore cronico agli sforzi della comunità scientifica.
Rispetto alla ricerca epidemiologica, ISAL ha innanzitutto contribuito, con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e in collaborazione con l’ISTAT, alla messa a punto e validazione di un questionario breve adattoper la rilevazione del dolore cronico in indagini epidemiologiche da rivolgere a campioni di popolazione generale: il “Brief 5-Item Chronic Pain Questionnaire”. Il “Brief 5-Item Chronic Pain Questionnaire” è basato sulla più recente definizione di dolore cronico, nonché sui princìpi di chiarezza e brevità, e sull’inclusione di dimensioni del dolore cronico rilevanti da una prospettiva di salute pubblica. Il questionario è composto da una prima domanda-filtro che consente di individuare le persone affette da dolore cronico, alle quali sono dirette le successive 4 domande che indagano le possibili cause del dolore cronico, le terapie effettuate (e con quale frequenza) e la percezione della loro efficacia. In futuro, sarà anche inclusa una domanda per valutare la durata del dolore. A questo link potete trovare ulteriori informazioni sul questionario e a questo link potete consultare l’articolo originale, in inglese, pubblicato su Journal of Pain Research.
Il “Brief 5-Item Chronic Pain Questionnaire” è stato inserito, per la prima volta in Italia, nell’indagine europea sulla salute (European Health Interview Survey, EHIS) condotta nel 2019 dall’ISTAT. L’indagine ha raggiunto un campione rappresentativo della popolazione italiana composto da oltre 44000 individui. L’analisi dei dati, effettuata dall’ISTAT in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e Fondazione ISAL, ha restituito una fotografia precisa sulla prevalenza del dolore cronico in Italia, sul suo impatto sulla salute dei cittadini, sullo stato del bisogno di cure nonché sui fattori causali prevalenti nelle diverse fasce di popolazione; dati che potranno aiutare a predisporre azioni mirate nell’area della prevenzione e della gestione clinico-organizzativa.
Il dolore cronico, definito come dolore persistente o ricorrente per almeno tre mesi, colpisce il 24,1% della popolazione adulta in Italia, ossia circa 10,5 milioni di italiani. La prevalenza del dolore cronico aumenta con l’età ed è più frequente nelle donne e nelle persone con condizioni socioeconomiche svantaggiate.
Tra le principali cause del dolore cronico troviamo malattie preesistenti (52%), traumi (21%) e interventi chirurgici (7%). Un dato allarmante riguarda la salute mentale: il 13% delle persone affette da dolore cronico presenta sintomi depressivi moderati o gravi, una percentuale molto più alta rispetto al 2% della popolazione non affetta.
Lo studio evidenzia anche l’importanza di una diagnosi precoce e di un accesso equo alle cure, sottolineando le difficoltà nell’applicazione uniforme della Legge 38/2010, che garantisce il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore. Inoltre, si richiede un maggiore impegno nella ricerca, soprattutto su fenomeni come il “dolore inespresso” e le diagnosi mancate.
I dati evidenziano come sia necessario, per affrontare questa emergenza sanitaria, promuovere una “cultura della cura del dolore” e rafforzare il monitoraggio del fenomeno. La prossima rilevazione del dolore cronico è prevista nel 2025, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la comprensione di questo complesso problema e sviluppare interventi più efficaci.
A questo link potete trovare un approfondimento sui dati di prevalenza predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con Fondazione ISAL, mentre a questo link potete conultare l’articolo originale, in inglese, pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health.
Come ulteriore approfondimento, è possibile consultare l’intero Rapporto ISTISAN dolore cronico in Italia 2023, alla cui stesura hanno collaborato anche il dott. William Raffaeli e il dott. Michael Tenti, rispettivamente Presidente e psicoterapeuta di Fondazione ISAL. Il Rapporto ISTISAN sul dolore cronico è stato presentato in conferenza stampa a Rimini Venerdì 1° Marzo 2024.
A questo link, invece, potete leggere un’intervista con commenti ai risultati principali dell’indagine della responsabile del gruppo di lavoro interdisciplinare ISS-ISTAT-ISAL Dott.ssa Virgilia Toccaceli, del presidente ISAL dott. William Raffaeli e del dott. Michael Tenti.

