Il buon vivere, l’identità culturale, la responsabilità, il concetto di salute attiva: sono i principi che animano l’associazione Cittàslow International, pienamente condivisi da ISAL. Per questo, in una comune visione di cittadinanza attiva e sostenibile, sabato 11 aprile a Castel San Pietro Terme è stato siglato un protocollo d’intesa tra il sindaco di Pollica Stefano Pisani, presidente di Cittaslow International, e il professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL.
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A Napoli dal 24 al 26 settembre per un convegno sul dolore cronico.
Vanni Caruso, borsista della fondazione ISAL e ricercatore al dipartimento di Neuroscienze dell’Uppsala University (Svezia), ha vinto il primo premio nella categoria “biologi” del progetto YAP (Young Against Pain), un’iniziativa lanciata dall’Università di Parma e da SIMPAR (Study in Multidisciplinary PAin Research), con il sostegno dell’azienda farmaceutica Grünenthal, allo scopo di supportare 30 giovani ricercatori di base e medici specialisti italiani coinvolti in progetti di studio riguardanti la terapia del dolore acuto e cronico. Vanni è stato premiato in occasione del convegno SIMPAR, che si è svolto a Roma il 27 e 28 marzo, per la sua ricerca di base tesa ad analizzare in che modo un recettore specifico, localizzato a livello del midollo spinale, possa essere attivato e modulato nelle sindromi dolorose croniche.
Nell’ambito del progetto Educare alla legalità, anche quest’anno la Uisp di Avellino, in collaborazione con l’Associazione ISAL sezione di Avellino organizza la manifestazione “BICINCITTA”. Per il PROGETTO CICLOPEDONALE la manifestazione interesserà i comuni di Monteforte Irpino, Mercogliano, Avellino ed Atripalda città di Avellino.
L’Associazione ISAL onlus, sezione “Amici di ISAL” di Fermo organizza per il 9 maggio una cena con l’obiettivo di raccogliere fondi per finanziare una maratona che si terrà a Porto San Giorgio il 14 giugno. La cena inizierà alle 20:30 e si svolgerà presso il ristorante dell’Hotel David Palace di Porto San Giorgio.
In occasione del convegno
Venerdì 13 marzo la Commissione ONU sulle droghe si è riunita a Vienna per decidere se inserire la Ketamina – l’anestetico più diffuso nei Paesi a basso reddito, utilizzato anche per il trattamento del dolore – tra i farmaci di classe I, ovvero tra le sostanze stupefacenti da abuso secondo la Convenzione del 1971 sulle sostanze psicotrope. La richiesta era stata avanzata dalla Cina, dove il farmaco ha un importante mercato illecito come sostanza da abuso, simile all’ecstasy e venduto come «Special K». La richiesta, motivata dunque dalla necessità di mettere un freno al traffico della Ketamina come stupefacente, è stata però posticipata.
In Italia il ricorso ai medicinali cannabinoidi sarebbe legittimo dal 2007, quando l’allora ministro della Salute Livia Turco ha riconosciuto l’uso terapeutico dei principi attivi contenuti nella cannabis. Tuttavia, a otto anni, il Paese non si è ancora dotato completamente di strumenti operativi capaci di rendere realmente applicativo questo indirizzo legislativo per l’accesso ai farmaci. La situazione è molto caotica, anche nelle Regioni che già hanno dato via al necessario e lungo iter legislativo. Inoltre, se dapprima il dibattito era di tipo etico, o per lo meno medico-scientifico, ora sta assumendo toni sempre più da dibattito politico propagandistico.
L’associazione