Un foglio di cartone e una bomboletta di vernice spray, che veloce traccia in rosso una scritta. Inizia così il video realizzato in Polonia per la campagna online #Zeropain, lanciata dalla Fondazione ISAL in occasione della Giornata mondiale Cento città contro il dolore.
Cinquanta pagine con suggerimenti e stratagemmi per gestire in modo autonomo il dolore: si chiama “La cassetta di pronto soccorso del dolore” la guida firmata Change Pain che il prossimo 27 settembre, in occasione della Giornata mondiale Cento città contro il dolore, sarà distribuita nelle principali piazze italiane.
“Dare attenzione ai bisogni della persona che incontra la difficile realtà della malattia è una delle sfide più complesse che ci troviamo ad affrontare quotidianamente”. Comincia così il messaggio che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha mandato al presidente della Fondazione ISAL William Raffaeli in occasione della conferenza stampa di presentazione della quarta Giornata Cento città contro il dolore.
La prima edizione si è svolta nel 2011 in 33 città italiane. Nel 2012 le città lungo la Penisola sono diventate 54, a cui se ne sono aggiunte tre oltre confine. Nel 2013 il salto in avanti: 90 città in Italia e iniziative in 10 Paesi. Ma quest’anno la Giornata “Cento città contro il dolore”, promossa dalla Fondazione ISAL sotto l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica, diventa mondiale: a fianco degli appuntamenti organizzati sabato 27 settembre in 100 comuni di tutta Italia – da Rimini, sede della Fondazione ISAL, a Roma e Milano, da Napoli a Torino, da Agrigento su fino a Trento – la manifestazione si svolge pure in Australia, Belgio, Canada, Colombia, Germania, Giordania, Gran Bretagna, Irlanda, Malta, Olanda, Portogallo e Spagna grazie all’adesione di associazioni nazionali di pazienti con dolore cronico. Dall’Europa all’Oceania, dunque, cinque continenti uniti dal grido “Io sono contro il dolore”, come recita lo slogan ufficiale della Giornata.
Il 40% delle persone che in Italia soffrono di dolore cronico non sa che ci sono centri specialistici e terapisti a cui rivolgersi. E tra chi li conosce, solo il 32% ne è stato informato dal proprio medico di famiglia. Sono questi i risultati più significativi del questionario online realizzato dalla Fondazione ISAL con la collaborazione del gruppo di esperti internazionali di Change Pain.
La cannabis terapeutica? In Italia non è per tutti. A raccontare la sua storia è T.P., 50enne della provincia di Forlì-Cesena, che da 4 anni convive con una lesione talamo mesencefalica talmente profonda che non si può intervenire chirurgicamente: “È come una ciliegina perfettamente al centro della mia testa”. La lesione gli provoca un dolore continuo e acuto, che non conosce giorno né notte. Scientificamente, si chiama “dolore neuropatico di tipo centrale” ed è un tipo di dolore che al momento non può essere curato con nessun farmaco. “Ho preso di tutto, dagli antiepilettici agli oppiacei passando per gli antidepressivi: il dolore lancinante persisteva, avevo smesso di dormire la notte e facevo fatica a sostenere le giornate. Il mio fisico poco a poco veniva rosicchiato”.
Venerdì 19 settembre alle ore 12 – presso la Sala degli Atti della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, in piazza della Minerva 38 a Roma – sarà presentata alla stampa la quarta edizione della Giornata mondiale Cento città contro il dolore, organizzata dalla Fondazione ISAL per informare su terapie e centri specialistici e raccogliere fondi per la ricerca scientifica sul dolore cronico. La manifestazione – promossa sotto l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica – si svolgerà sabato 27 settembre in 100 comuni italiani e in 12 Paesi di cinque continenti.
La lettura degli annunci non ci permette di dare giudizi sulla sostanza, ma se gli atti seguiranno le linee programmatiche, la Fondazione Isal dice “Benvenuta revisione delle spese correnti in sanità”. Sarebbe falso e ottuso non dire con forza ciò che chiunque lavora in sanità sa da sempre se apre gli occhi sul suo lavoro, ovvero che nelle strutture pubbliche e private ci sono incongruenze sia cliniche, ma ancor più burocratiche che sarebbe tempo di avere il coraggio di rimuovere.
Venti domande per indagare le abitudini dei professionisti sanitari nel trattare il dolore, nello specifico prescrivendo farmaci analgesici centrali della categoria oppioide. Si chiama “Un medico allo specchio” il questionario online di autovalutazione predisposto dalla Fondazione ISAL con il contributo del professor Stefano Maria Zuccaro, il presidente onorario della Sigot, la Società italiana di geriatria ospedale e territorio, con cui l’ISAL insieme a Federdolore ha condiviso numerosi progetti di educazione sanitaria.
Dalla tv alla carta stampa, il gruppo Cairo Communication di Urbano Cairo ha sostenuto la Fondazione ISAL e la Giornata mondiale Cento città contro il dolore. Lo ha fatto rilanciando il messaggio di speranza e di cura attraverso i suoi settimanali, i mensili e le frequenze di La7.
