È dedicato all’uso delle procedure diagnostiche e delle tecniche neurolesive in algologia il secondo seminario del primo anno della scuola di formazione ISAL, in programma giovedì 6 e venerdì 7 giugno a Rimini presso la sede della Fondazione ISAL (via san Salvado 204, Torre Pedrera).
Alice e Roberta. Antonella e Domenico. Silvio. Domenico e Augusto. Sono i nomi di alcuni dei testimonial della campagna di sensibilizzazione lanciata dall’associazione territoriale ISAL della Valle Peligna, nell’aquilano: professionisti affermati, imprenditori della zona, artisti che hanno accettato di prestare gratuitamente i loro volti per aiutare ISAL a raccogliere fondi per la ricerca e la cura del dolore cronico attraverso il 5 per mille e per diffondere il messaggio che “non soffrire è un diritto di tutti, il tuo aiuto fa tornare il sorriso”.
Aiuta a curare il dolore e da tre mesi potrebbe essere venduta nelle farmacie, ma i medici che la prescrivono sono pochissimi e pochissimi, quindi, i pazienti che la usano legalmente: l’articolo di Antonio Castaldo pubblicato su “Donna Moderna” del 15 maggio 2013.
Un “recommendation paper” per la creazione di un sistema europeo di indicatori per la gestione del dolore cronico e una proposta d’azione per favorire il reinserimento sul lavoro dei pazienti. Sono i documenti nati dai due focus group della Societal Impact of Pain (Sip), la convention annuale che il 14 e 15 maggio ha riunito a Bruxelles da tutti i Paesi dell’Unione europea 185 associazioni di pazienti e società scientifiche che si occupano di dolore. Presente anche la Fondazione ISAL, con il professor William Raffaeli che ha coordinato i lavori del gruppo sugli indicatori di qualità.
Si tiene venerdì 31 maggio dalle ore 8.30 alle 18 e sabato 1 giugno dalle ore 8.30 alle 14, nel complesso monumentale San Francesco della Scarpa di Lecce, il secondo congresso Sura & Pt (Salento Update Regional Anesthesia & Pain Therapy), organizzato dall’Unità operativa di Anestesia, rianimazione e terapia del dolore dell’ospedale “San Giuseppe da Copertino” di Copertino (Lecce).
Usato già settemila anni fa come conservante per il cibo, il peperoncino ha riconosciute proprietà benefiche sull’organismo umano: aiuta la digestione, ha una funzione dimagrante (dal momento che accentua il consumo di calorie), è utile per la cura di raffreddori, bronchite e sinusite. Non solo, ha anche proprietà antibiotiche, antibatteriche, antiossidanti, vasodilatatrici e anticolesterolo e – grazie alla capsaicina, il composto chimico responsabile del grado di “piccantezza” – aiuta anche nel trattamento del dolore attraverso massaggi con lozioni a base di alcool.
Portare avanti il messaggio che curare il dolore si può. È l’impegno di Adelina Facci Tosatti, presidente di Nad – No al dolore, associazione nata a Borgo Val di Taro, nel parmense, il 20 maggio 2012 grazie all’azione congiunta di medici, familiari di pazienti e pazienti stessi, con l’obiettivo di divulgare la cultura della dignità di vivere e di poter morire senza dolore.
“Più o meno la metà delle regioni italiane”. Così ha risposto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a margine della presentazione della dodicesima edizione della Giornata nazionale del sollievo, a chi le ha chiesto quante fossero le strutture italiane che non rispettano la legge 38/2010, che garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
È un nemico insidioso, capace di incidere pesantemente sulla qualità della vita e che richiede terapie mirate, spesso segnate da fastidiosi effetti collaterali. Ma contro il dolore post-erpetico (il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio) – una forma di dolore neuropatico localizzato – ora arriva anche in Italia una nuova soluzione terapeutica, semplice, diretta, di grande efficacia e priva di controindicazioni.
L’Associazione “Amici di ISAL”, sezione di Benevento, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera “G. Rummo” e federDolore, il 6 e 7 Giugno 2013 organizza il corso teorico-pratico “Terapia analgesica infiltrativa di ginocchio, spalla e a anca”. Il corso è accreditato ECM n. 54-62598 per un massimo di 7 medici (15,5 crediti).
