“Abbiamo avuto una dimostrazione di quante persone siano disposte a mettersi in gioco quando c’è di mezzo la buona volontà di parlare di testimonianze, volontariato sociale, partecipazione alla crescita di quella che è una cultura ancora in fase di salita, come una delle salite incontrate oggi su questo percorso”. Il professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL, parla con soddisfazione della prima edizione di “Biciclette contro il dolore”, svoltasi sabato 7 settembre a Calestano (Parma). La pedalata di sensibilizzazione, organizzata grazie al supporto incondizionato di Grünenthal, è un evento in preparazione a Cento città contro il dolore, la manifestazione che si svolgerà in diverse piazze italiane il prossimo 12 ottobre.
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In quattro risposte Thilo Stadler, Regional General Manager Sud Europa – Amministratore Delegato della
Sudore, impegno e costanza: è quanto serve per tagliare il traguardo, nel ciclismo così come nella sfida per garantire il diritto di non soffrire e di essere curati. Sabato 7 settembre a Calestano, borgo del parmense ai piedi dell’Appennino, una pedalata tra medici, farmacisti, glorie del ciclismo e appassionati delle due ruote dà il via alle iniziative in vista di
Cucina, sport e solidarietà. Sono due gli appuntamenti organizzati nei prossimi giorni a Montiano, comune medievale sulle colline in provincia di Forlì-Cesena, che vedranno protagoniste l’ISAL e la ricerca sul dolore.
Secondo una ricerca del
A Pordenone per il dodicesimo Congresso nazionale dell’area medicina del dolore e cure palliative della Siaarti, la
Da Roma a Milano, da Napoli a Torino, da Agrigento su fino a Trento, con puntate in Australia, Canada, Colombia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Spagna e Stati Uniti: sabato 12 ottobre si celebra – e diventa sempre più internazionale –
È notizia recente: secondo la relazione del ministero della Salute sullo stato di attuazione della
“Il nostro Paese ha intrapreso un percorso virtuoso in materia di cure palliative e terapia del dolore, ma è ancora molto lunga la strada da percorrere per il pieno raggiungimento degli obiettivi, specialmente nell’assistenza al paziente in età pediatrica”. È il quadro che mostra la