Un farmaco che colpisce un complesso proteico contenente due diversi tipi di recettori degli oppioidi potrebbe essere un’efficace alternativa alla morfina e ad altri antidolorifici oppioidi senza gli stessi effetti collaterali e senza il rischio di sviluppare dipendenza. A questo stanno lavorando i ricercatori della Icahn School of Medicine di New York, guidati da Lakshmi Devi, professoressa di farmacologia e sistemi terapeutici.
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Relax, buona tavola, cultura, ma anche solidarietà e sostegno alla lotta al dolore. L’associazione territoriale ISAL di Rimini partecipa a due appuntamenti in programma nelle prossime settimane nell’entroterra romagnolo, la “Settimana longianese” e la “Scorticata: la collina dei piaceri”.
L’ambiente è quello glaciale dell’Antartide. Il giocatore deve afferrare con le mani delle palle di neve. Davanti a lui ci sono solo igloo e pinguini, prende la mira e lancia preciso. È la descrizione del nuovo “antidoto” al dolore fisico dei bambini, introdotto al Centro ustioni dell’
Fino a oggi, la diagnosi e le caratteristiche cliniche della fibromialgia sono state poco chiare e le possibili cure oggetto di studi continui. Una speranza arriva però dai ricercatori statunitensi di
Meno di 140 milioni di euro, contro oltre 500. Questo il rapporto tra la spesa annua in Italia di farmaci oppiacei e quella sostenuta per i Fans descritto dal ministero della Salute in occasione dell’
Colmare il divario tra bisogno di cura e risposte dei servizi sanitari: “Closing the gap” è il titolo dell’edizione 2013 dell’
Il dolore, da come misurarlo a come trattarlo chirurgicamente e farmacologicamente, fino all’attenzione che deve esserci da parte delle istituzioni sanitarie e politiche, è al centro del XXII Congresso internazionale sul dolore e del secondo Vertice latinoamericano sul dolore, che dal 20 al 22 giugno si svolgono contestualmente a Bogotà, in Colombia.
L’associazione
Lo zebrafish come modello per gli studi sulla nocicezione. È questo il titolo dell’articolo scientifico presentato dalla Fondazione ISAL insieme allo
“È obbligo di tutti gli operatori sanitari considerare, valutare, trattare il dolore cronico e riportare i risultati nelle cartelle cliniche dei pazienti ricoverati. Questo diventa particolarmente inportante quando si tratta di dolore oncologico”. È questo l’“attacco” dell’articolo che apre la pagina che il mensile