Informare i cittadini che curare il dolore cronico si può, indirizzarli verso gli specialisti e i centri più vicini, ma anche raccogliere fondi per la ricerca scientifica e sensibilizzare politica e istituzioni sanitarie a dare una risposta ai bisogni di cura: sono questi gli obiettivi della Giornata mondiale Cento città contro il dolore, la manifestazione organizzata dalla Fondazione ISAL che quest’anno – quarta edizione – si celebrerà sabato 27 settembre.
Non solo artrosi: anche l’insonnia e il sonno agitato possono causare dolore muscolare diffuso. A questo risultato è giunto uno studio della Keele University del Regno Unito, recentemente pubblicato sulla rivista Arthritis & Rheumatology.
Esiste una forte correlazione tra disturbi psichiatrici durante l’adolescenza e dolore cronico, specialmente tra le ragazze. È quanto emerso da uno studio condotto dalla Norwegian University of Science and Technology (Ntnu) di Trondheim pubblicato su BMC Psychiatry.
Israele ha avviato una campagna per facilitare l’uso della cannabis terapeutica, snellendo le procedure burocratiche. Lo scrive l’agenzia spagnola Efe in un articolo della corrispondente da Gerusalemme Daniela Brik. Grazie a internet, si potrà ricevere l’autorizzazione ministeriale e una dose a domicilio anche nello stesso giorno in cui la marijuana viene prescritta.
Su circa tre milioni di accessi annui ai Pronto soccorso italiani, gli analgesici sono usati solo in pochissimi casi: il paziente è trattato secondo le procedure richieste dalla sua patologia o dalla lesione, ma senza una cura specifica per il dolore. È questo il risultato di un’indagine della Società italiana di medicina dell’emergenza e urgenza (Simeu), che per diffondere informazioni corrette e far sì che tutti i pazienti vedano rispettato il loro diritto a non soffrire, dal 2013 porta avanti una campagna educativa e realizza corsi di formazione per medici e infermieri dei reparti d’emergenza.
La meditazione può ridurre non soltanto il dolore, ma anche l’uso e l’abuso di farmaci oppiacei tra le persone che ne soffrono in forma cronica. A dirlo è una sperimentazione dell’University of Utah sostenuta dal National Institute on drug abuse statunitense, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Consulting and Clinical Psychology.
Sì ai cannabinoidi a uso terapeutico, no alle differenze regione per regione che discriminano i pazienti. Questo, in sintesi, il parere del professor William Raffaeli, intervistato dal Corriere Romagna in merito alla storia di Maddalena Migani, la 36enne riccionese malata di sclerosi multipla, che trova sollievo dal dolore solo attraverso la marijuana. Per chiedere al Governo di legalizzarla, la donna ha lanciato una petizione su Change.org, che in pochi giorni ha raccolto 15mila firme.
La Puglia dà il via libera all’utilizzo della cannabis e dei suoi derivati per il trattamento terapeutico del dolore. Lo ha deciso all’unanimità il Consiglio regionale, approvando una proposta di legge presentata da Sinistra ecologia e libertà, che regola l’erogazione dei farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche.
Potrebbe rappresentare la base per lo sviluppo di nuovi farmaci la scoperta fatta da un gruppo di ricercatori del dipartimento di Neuroscienze della John Hopkins University e della University of Maryland, di cui una sintesi è stata pubblicata sulla rivista Neuron. In una sperimentazione su modello animale, gli scienziati hanno individuato due molecole che potrebbero avere un ruolo nel rendere più sensibili al dolore cronico le aree del corpo vicine a quelle ferite o danneggiate.
In Europa un adulto su cinque, circa 75 milioni di persone in tutto, è affetto da dolore cronico. Ma nonostante rappresenti una piaga che si abbatte sull’individuo e sulla società nel suo complesso, comportando ingenti costi causati dalla perdita di ore di lavoro per malattia, il dolore cronico rimane mal gestito, mal curato e anche poco considerato dalle istituzioni.
