È stato effettuato all’ospedale Santa Chiara di Pisa, nell’Unità operativa di Terapia del dolore diretta da Paolo Poli, il primo impianto in Italia di un microstimolatore sotto cutaneo per il controllo del dolore cronico nei pazienti che non rispondono ad alcun farmaco e ad alcuna terapia.
In Italia una persona su quattro soffre di dolore cronico. Spesso non riesce ad avere accesso alla cure. È così condannato a un’inutile sofferenza, che potrebbe essere evitata attraverso una maggiore informazione ai cittadini e grazie anche a maggiori competenze nei professionisti della salute. Da questi presupposti è nato il nuovo progetto di collaborazione tra la Fondazione ISAL e l’Alaska Sas di Sulmona, leader nella produzione di shopper e contenitori di materiale plastico.
La farmacologia clinica, i modelli gestionali e la ricerca sul dolore oppure l’uso delle procedure diagnostiche e delle tecniche neurolesive in algologia: sono due i seminari organizzati venerdì 16 e sabato 17 maggio a Rimini dall’Istituto di ricerca e formazione in scienze algologiche ISAL.
Studiare il dolore cronico, “adottando” ricercatori e formando giovani specialisti. Anche quest’anno la Fondazione ISAL ha deciso di destinare le risorse raccolte attraverso il cinque per mille alla ricerca scientifica sul dolore cronico. L’obiettivo? Definire terapie e trattamenti per quelle patologie che ancora non ne hanno, creando un network di scienziati che sappiano dare risposte a chi soffre.
Terapie innovative, formazione della classe medica, informazione verso i cittadini, solidarietà: ci vuole tutto questo per garantire il diritto alla salute, in assoluto e soprattutto per le persone affette da dolore cronico, troppo spesso abbandonate alla sofferenza. Lo sa bene il dottor Alfonso Papa, presidente dell’associazione ISAL di Napoli e direttore dell’Unità operativa di terapia antalgica dell’ospedale Monaldi: una struttura all’avanguardia, che fa di Napoli un polo di eccellenza per la cura del dolore. “Abbiamo pazienti dal sud Italia, dalla Calabria, dalla Basilicata – spiega –, ma ancora di più dal nord e dal Lazio in particolare”.
Informare che il dolore cronico può essere curato e che c’è una legge che garantisce l’accesso alle terapie: è questo il contenuto del progetto di collaborazione tra la Fondazione ISAL e l’Alaska Sas, leader nella produzione di shopper e contenitori di materiale plastico. Grazie alla disponibilità generosa e gratuita dell’azienda, sulle scatole di confezionamento verranno riportati messaggi a sostegno della Fondazione ISAL con inviti alla donazione del cinque per mille e, soprattutto, con informazioni utili per chi soffre. Una per tutte: l’esistenza del numero verde 800 101288, a cui è possibile rivolgersi per avere da medici specialisti in terapia del dolore i consigli per affrontare nel modo migliore il dolore.
Michele Zambelli, il più giovane skipper italiano ad aver terminato la Mini Transat, ha scelto di legare il suo nome alla cura e alla ricerca sul dolore cronico. A bordo della sua nuova imbarcazione, la Fontanot ITA 788 con cui si è appena aggiudicato il Gran premio d’Italia Mini 6.50, ci sarà il marchio della Fondazione ISAL a fianco degli sponsor Enzo Fontanot e Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna. “Ho voluto appoggiare un progetto così importante, che conosco da tempo – dice il velista, nato a Forlì il 13 giugno 1990 –. Il logo dell’ISAL sarà collocato in un punto ben visibile sia durante la navigazione sia quando la barca è ormeggiata in porto”.
Venerdì 11 e sabato 12 aprile, con il seminario sulle normative legislative, le basi anatomo-fisio-patologiche del sistema nocicettivo e i criteri generali di caratterizzazione clinico-strumentale, iniziano a Rimini i corsi per il 2014 dell’Istituto di ricerca e formazione in scienze algologiche ISAL.
Si svolge sabato 12 aprile la prima delle tre giornate del corso in scienze algologiche organizzato a Ferrata dall’Istituto ISAL insieme al dottore Daniele Barillari, dirigente sanitario presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Arcispedale Sant’Anna, che ne cura la segreteria scientifica. L’obiettivo? Diffondere conoscenza, strumenti e metodi della terapia del dolore tra i medici di medicina generale e i non specialisti.
È più di un semplice protocollo di intesa quello firmato dalla Fondazione ISAL e dall’associazione volontari di protezione civile Orsi d’Abruzzo di Capistrello, comune in provincia dell’Aquila al confine tra la Marsica e la Valle Roveto. In programma, infatti, non ci sono solo attività di sensibilizzazione e di raccolta fondi. Il sogno, infatti, è arrivare a realizzare un centro specialistico sul dolore, rivolto alla popolazione locale e a chiunque ne avesse bisogno.
