L’infodemia nell’era Covid: un’analisi del Prof. Lucio Romano

Risulta evidente assistere in questi mesi alla circolazione di una gran quantità di notizie dedicate alla pandemia: una vera e propria infodemia, ossia una circolazione di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi per la complessità nell’individuare fonti affidabili. […] In questo contesto, le fake news trovano il più favorevole terreno di diffusione. Informazioni in parte o del tutto non corrispondenti al vero, divulgate intenzionalmente e prevalentemente attraverso le tecnologie digitali di comunicazione dei social media. Apparentemente plausibili, alimentano in maniera strumentale e distorta le aspettative dell’opinione pubblica, ne amplificano i pregiudizi, ne assecondano le inclinazioni più emotive a discapito di quelle razionali. Impermeabili ad una rapida verifica delle fonti, si propagano rapidamente in maniera virale nonostante l’assoluta improbabilità della tesi assunta. Anzi, proprio una clamorosa e fascinosa proposizione – per quanto falsa – è il motivo ulteriore per la diffusione e l’acritica accettazione di tanti.

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Quella del Prof. Lucio Romano è un’analisi necessaria e precisa su un tema di sconcerto comunicazionale, quello delle fake news, che coinvolge tutte le nazioni. In questi lunghi mesi, è totalmente mancata una comunicazione ufficiale da parte di Istituzioni e strutture Internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una comunicazione e informazione divulgativa capace di dare sicurezza alle persone su quanto stesse accadendo, ma altresì di anticipare le fake news che sarebbero state promosse, come era prevedibile dato il contesto tragico e imprevedibile, non solo da gruppi no-vax e/o complottisti, ma anche dai social media che ne hanno cavalcato l’assenza. Sarebbe state utili anche per debellare lo sciacallaggio televisivo/social, in cui una moltitudine di esperti e intellettuali si è pavoneggiato, e tutt’ora continua a pavoneggiarsi, generando confusione e creando discredito verso il sapere della scienza e della classe medica. Un deserto informativo Istituzionale che delinea l’impotenza e la fragilità delle stesse in questo difficile tempo.

William Raffaeli

Presidente

Fondazione ISAL

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