Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi ha pubblicato sull’Huffington Post una riflessione del presidente David Lazzari.
L’articolo denuncia il “buco nero” dell’assistenza psicologica in Italia: scrive, infatti, Lazzari che “in Italia ci sono 107mila medici nel sistema sanitario nazionale, 47mila medici e pediatri di famiglia e 18mila assistenti sociali. Dall’altro lato, l’assistenza psicologica è ampiamente trascurata, con una cifra ridicola di psicologi nei servizi pubblici.
La totale privatizzazione del sostegno psicologico non regge più. Taglia fuori milioni di bambini, ragazzi e adulti, impedisce qualsiasi strategia di prevenzione e arriva perfino a negare queste problematiche, condannando chi ne è afflitto alla sofferenza e alla solitudine”.
Michael Tenti, psicologo e ricercatore della Fondazione ISAL commenta così queste considerazioni: “Mi sembra che sia possibile applicare molto bene la bella riflessione di David Lazzari anche al campo del dolore cronico. Nonostante sia riconosciuto dalla letteratura scientifica che il dolore cronico è un’esperienza bio-psico-sociale e quindi necessiti di essere trattato in maniera integrata e multidisciplinare e nonostante il riconoscimento della figura dello psicologo grazie alla Legge 38 e alle Linee guida internazionali (come ad esempio le Linee guida NICE e le Linee guida EULAR), i centri che hanno al loro interno la figura dello psicologo o che forniscono assistenza psicologica sono pochissimi”.
E aggiunge: “Questo è un grande problema per le persone affette da dolore cronico che dovrebbero invece poter beneficiare di un intervento psicologico per potersi meglio adattare alla loro condizione e alla malattia di cui soffrono. Continuiamo a ribadire con forza che l’assistenza psicologica nell’ambito del dolore cronico è ancora uno dei tanti bisogni non soddisfatti per i pazienti che soffrono”.
[L’immagine è tratta dalla pagina Facebook del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi]
