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Cento citta’ contro il dolore: “Diamo voce a chi non ce l’ha”/Vd

Cento citta’ contro il dolore: “Diamo voce a chi non ce l’ha”/Vd

Sabato 27 settembre si svolge la quarta edizione della Giornata mondiale Cento città contro il dolore. Le parole del presidente della Fondazione ISAL William Raffaeli nel corso della conferenza stampa alla Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” e gli interventi del senatore e presidente onorario dell’ISAL Sergio Zavoli, della senatrice Emilia Grazia De Biasi, dell’europarlamentare Lorenzo Cesa, del dirigente del ministero della salute Marco Spizzichino, del presidente della Commissione nazionale cure palliative e terapie del dolore Guido Fanelli, del presidente di Federdolore Francesco Amato e dell’amministratore delegato di Grünenthal Italia Thilo Stadler.

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Cento citta’ contro il dolore, il messaggio del ministro Lorenzin

Cento citta’ contro il dolore, il messaggio del ministro Lorenzin

Dare attenzione ai bisogni della persona che incontra la difficile realtà della malattia è una delle sfide più complesse che ci troviamo ad affrontare quotidianamente”. Comincia così il messaggio che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha mandato al presidente della Fondazione ISAL William Raffaeli in occasione della conferenza stampa di presentazione della quarta Giornata Cento città contro il dolore.

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Cento citta’ contro il dolore, dall’Italia all’Australia: “No alla sofferenza inutile”

Cento citta’ contro il dolore, dall’Italia all’Australia: “No alla sofferenza inutile”

La prima edizione si è svolta nel 2011 in 33 città italiane. Nel 2012 le città lungo la Penisola sono diventate 54, a cui se ne sono aggiunte tre oltre confine. Nel 2013 il salto in avanti: 90 città in Italia e iniziative in 10 Paesi. Ma quest’anno la Giornata “Cento città contro il dolore”, promossa dalla Fondazione ISAL sotto l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica, diventa mondiale: a fianco degli appuntamenti organizzati sabato 27 settembre in 100 comuni di tutta Italia – da Rimini, sede della Fondazione ISAL, a Roma e Milano, da Napoli a Torino, da Agrigento su fino a Trento – la manifestazione si svolge pure in Australia, Belgio, Canada, Colombia, Germania, Giordania, Gran Bretagna, Irlanda, Malta, Olanda, Portogallo e Spagna grazie all’adesione di associazioni nazionali di pazienti con dolore cronico. Dall’Europa all’Oceania, dunque, cinque continenti uniti dal grido “Io sono contro il dolore”, come recita lo slogan ufficiale della Giornata.

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Dolore cronico, in Italia il 40% delle persone che ne soffre non sa a chi rivolgersi

Dolore cronico, in Italia il 40% delle persone che ne soffre non sa a chi rivolgersi

Il 40% delle persone che in Italia soffrono di dolore cronico non sa che ci sono centri specialistici e terapisti a cui rivolgersi. E tra chi li conosce, solo il 32% ne è stato informato dal proprio medico di famiglia. Sono questi i risultati più significativi del questionario online realizzato dalla Fondazione ISAL con la collaborazione del gruppo di esperti internazionali di Change Pain.

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Cannabis terapeutica, in Italia non e’ per tutti

Cannabis terapeutica, in Italia non e’ per tutti

La cannabis terapeutica? In Italia non è per tutti. A raccontare la sua storia è T.P., 50enne della provincia di Forlì-Cesena, che da 4 anni convive con una lesione talamo mesencefalica talmente profonda che non si può intervenire chirurgicamente: “È come una ciliegina perfettamente al centro della mia testa”. La lesione gli provoca un dolore continuo e acuto, che non conosce giorno né notte. Scientificamente, si chiama “dolore neuropatico di tipo centrale” ed è un tipo di dolore che al momento non può essere curato con nessun farmaco. “Ho preso di tutto, dagli antiepilettici agli oppiacei passando per gli antidepressivi: il dolore lancinante persisteva, avevo smesso di dormire la notte e facevo fatica a sostenere le giornate. Il mio fisico poco a poco veniva rosicchiato”.

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